Museo di Roma

menu facilité

saut à:
contenu. recherche, section. langues, menu. utilité, menu. principal, menu. chemin, menu. bas page, menu.

Page d'accueil > Parcours thématiques > Roma si trasforma: frammenti dalla città sparita

Parcours thématiques

De par la richesse et la variété de ses collections, le Museo di Roma est l’institution la plus significative pour la connaissance de l’histoire sociale et des activités artistiques à Rome, du Moyen-Age au début du XXe siècle. Le musée conserve en effet plus de cent mille œuvres (peintures, dessins, sculptures, gravures, photographies, meubles, vêtements), exposées par roulement.
La collection de peintures comprend des œuvres d’une grande valeur artistique et historique, citons notamment la série de peintures réalisées entre le XVIe et le XIXe siècle pour célébrer des cérémonies et des fêtes civiles et religieuses. Un important noyau de sculptures illustre l’activité de quelques-uns des plus grands artistes romains. La collection de dessins, d’aquarelles, de gravures et de livres anciens témoigne de l’histoire des arts graphiques à Rome et décrit la topographie et la vie sociale de la ville. Le fonds de photographies anciennes documente l’affirmation rapide de la technique photographique dans la reproduction d’images urbaines et la diffusion du portrait photographique. Inauguré en 1930, dans l’ancien palais des musées, piazza Bocca della Verità, le musée se trouve depuis 1952 dans les salles de Palazzo Braschi.

Cette section présente plusieurs parcours thématiques qui touchent transversalement les très riches collections du Museo di Roma et en offrent des suggestions de lecture.
Il s’agit de parcours virtuels qui ne correspondent donc pas au parcours de visite effectivement aménagé et présenté au public.

Roma si trasforma: frammenti dalla città sparita

Piano III - Sala 17 "Demolizioni della Spina dei Borghi" © Mimmo Frassineti

(sale 16-17-18-19) 

Il terzo piano del nuovo allestimento è dedicato alla Roma moderna, a partire dalla proclamazione della città a capitale del Regno d’Italia (1871), con il progetto per la costruzione degli argini del Tevere e il Piano Regolatore del 1883.

Le radicali trasformazioni del tessuto urbano avviate in vista dell’adeguamento alle esigenze della modernità proseguono poi nel Ventennio fascista, con gli imponenti scavi archeologici e le demolizioni che modificarono in modo significativo la secolare immagine della città pontificia.

A quest’epoca risale anche la concezione del Museo di Roma, inaugurato il 21 aprile 1930 nel dismesso Pastificio Pantanella in via Bocca della Verità e poi trasferito a Palazzo Braschi nel 1952, nell’intento di fissare la memoria dei luoghi scomparsi o in via di distruzione. Affreschi staccati, edicole sacre, ceramiche, elementi architettonici, reperti archeologici – spesso rinvenuti al di fuori del contesto topografico originario, perché casualmente riutilizzati in altre epoche – provenienti dalla distruzione di edifici stratificatisi nei secoli confluirono nelle collezioni del Museo, affidando  a una vasta documentazione fotografica il compito di fissare la memoria dei luoghi trasformati e consentendo così di individuare l’originaria collocazione dei reperti.

I frammenti esposti nelle quattro sale al terzo piano del Museo provengono dalle demolizioni per l’apertura di via dell’Impero e della via del Mare; dagli interventi operati a via delle Botteghe Oscure, dalla distruzione della Spina dei Borghi per la realizzazione di  via della Conciliazione, e dall’ampliamento di via del Tritone. L’ultima sala è dedicata al Tevere che, indissolubilmente legato per secoli alla vita cittadina, ne viene in qualche modo separato con la costruzione dei muraglioni, in seguito alle frequenti e disastrose alluvioni.

de nouveau au menu facilité.